PRESENTAZIONE dell’Evento “I AM-A Deep Exploration of the Artist’s Essence-Mostra d’Arte contemporanea L’Essenza dell’arte si presenta come un concetto complesso e multiforme, capace di assumere significati molteplici a seconda del punto di vista da cui la si osserva. Al cuore di questa essenza si colloca innanzitutto l’espressione: l’arte si manifesta come un linguaggio universale attraverso cui l’individuo comunica pensieri, emozioni ed esperienze che spesso sfuggono alle parole, trascendendo i limiti del linguaggio convenzionale. È proprio in questa capacità comunicativa che risiede il suo potere più autentico, quello di parlare direttamente all’anima, evocando sensazioni profonde e intime. Ma l’arte non è solo espressione: è la creatività che le conferisce vita e identità. L’artista diventa così un alchimista della forma e del contenuto, un demiurgo capace di trasformare l’immaginazione in realtà tangibile. Che si tratti delle arti visive, della musica, della letteratura o della performance, ogni gesto creativo è un atto di coraggio e innovazione, un viaggio in territori inesplorati della mente e del cuore. Questa energia creativa, vibrante e in continua evoluzione, dà origine a opere che sfidano il tempo e le convenzioni, aprendo nuove strade di senso. L’esperienza estetica è un altro aspetto fondamentale: l’arte si rivolge ai sensi e alle emozioni, instaurando un dialogo diretto con lo spettatore. È in questa relazione che si crea un ponte intangibile, capace di coinvolgere chi osserva in una riflessione profonda e in un’introspezione che trascende la mera percezione visiva. L’opera diventa così un luogo di incontro, un momento sospeso in cui il tempo si dilata e l’esperienza personale si intreccia con quella universale. Inoltre, l’arte si presenta come un riflesso fedele della cultura e della società da cui origina. Essa incarna contesti storici, valori collettivi e questioni sociali, offrendo un’occasione di confronto con le dinamiche di tempi e luoghi diversi. Attraverso le sue molteplici forme, l’arte diviene quindi un archivio vivo di memorie e narrazioni che invita a una comprensione più profonda del mondo e di noi stessi. La natura interpretativa dell’arte rende poi ogni incontro con l’opera un’esperienza unica e soggettiva. Nessun significato è mai definitivo o univoco: ogni osservatore porta con sé il proprio vissuto, le proprie emozioni, creando un dialogo continuo e aperto. Questa pluralità di letture è ciò che rende l’arte viva, stimolando il pensiero e alimentando una discussione sempre nuova e fertile. Infine, l’arte possiede un potere trasformativo che trascende il mero atto creativo: essa è capace di cambiare l’individuo e la società, di ispirare metamorfosi interiori e collettive, di sfidare le percezioni consolidate e di aprire nuove prospettive. In questa sua funzione, l’arte diventa una forza vitale imprescindibile, un motore di cambiamento e riflessione continua. In sintesi, l’essenza dell’arte risiede nella sua capacità unica di esprimere, creare e comunicare, configurandosi come uno specchio attraverso il quale si riflette la condizione umana, in tutte le sue sfaccettature, e come un ponte che connette mondi, tempi e anime diverse in un dialogo infinito.
Dipinti di Sergio Viscardi, “Ser-Giotto” Pitto-Sculture di Umberto Pettene Dipinti di Isabella Paglino Sculture di Mériadec Le Clainche Manichini di Matt Tewes
L’Incanto dell’Astrazione: Esplorare il Sogno attraverso l’Arte. L’arte possiede il potere di oltrepassare la realtà visibile, trasportando lo spettatore in spazi emotivi, psicologici e persino spirituali che vanno ben oltre il linguaggio quotidiano. Una delle sue qualità più affascinanti è l’abilità di trasformare i sogni – quelle immagini evanescenti e surreali che spesso sfidano la logica – in un linguaggio visivo ricco e suggestivo. Contrariamente all’arte figurativa, che si concentra sulla riproduzione del noto e del tangibile, queste opere come trattengono le porte a un mondo senza limiti, dove ogni interpretazione personale è possibile. In esse, linee, colori e texture si intrecciano per rivelare il mistero e la fluidità dell’inconscio, offrendo all’osservatore un’esperienza immersiva e profondamente evocativa. Tra Visione e Realtà: L’Onirico nell’Espressione Astratta L’arte astratta ispirata ai sogni si presenta come una finestra aperta su un mondo dove le logiche della realtà quotidiana vengono sovvertite. I sogni, per loro natura, esistono in uno stato di continua metamorfosi, in cui tempo, spazio e identità si trasformano in forme inaspettate e prive di regole fisse. È in questo contesto che l’arte astratta raggiunge la sua massima espressione, abbandonando le convenzioni della rappresentazione realistica per immergersi nella libertà visiva dell’immaginazione onirica. .In queste opere, la mancanza di forme immediatamente riconoscibili stimola lo spettatore a lasciarsi guidare dalle proprie sensazioni ed emozioni, anziché cercare un significato letterale. I colori, ad esempio, assumono ruoli narrativi vitali: tonalità delicate possono evocare serenità e pace, mentre accostamenti più intensi e spigolosi introducono note di inquietudine e disorientamento. Le linee e le forme sembrano dissolversi e riconfigurarsi, richiamando la natura frammentata e non lineare delle visioni notturne.Così, anziché offrire un’immagine statica e definita, questi dipinti celebrano l’ambiguità e la complessità del subconscio, trasformando ogni opera in un invito personale ad esplorare le profondità dell’animo. In definitiva, l’arte astratta che si ispira ai sogni non si limita a riprodurre un’illusione, ma diventa un’esperienza immersiva che sfida l’osservatore a riconnettersi con la propria interiorità
Nel suo dipinto “Selfie”, Mauro Molinari offre una riflessione acuta e raffinata sull’identità contemporanea e sulla percezione del sé. L’opera, richiama il gesto immediato dell’autoritratto digitale, si trasforma in una finestra aperta sulla profondità umana, ben oltre la superficie effimera dell’immagine.
Attraverso la sua magistrale tecnica in mixed media, l’artista intreccia segni grafici e cromatismi vibranti, creando una dimensione in cui la figura si stratifica tra realtà e rappresentazione. Ogni pennellata sembra scavare non solo nei tratti somatici, ma anche nelle emozioni, nei dubbi e nelle contraddizioni dell’individuo. Il tratto, deciso e dinamico, catturapregi e difetti, gesti e posture, restituendo la complessità dell’animo umano con una sensibilità quasi antropologica.
Da sempre attento all’osservazione del quotidiano, Molinari trasforma i volti delle persone che incontra in frammenti di una narrazione universale, in cui ogni espressione diventa lo specchio di una società in continua evoluzione. In “Selfie”, la modernità del tema si fonde con la profondità del segno pittorico, trovando un perfetto equilibrio tra ironia e introspezione.
L’opera si configura come un ritratto stilizzato e astratto, in cui la frammentazione della figura umana riflette la complessità dell’identità odierna. Colori vibranti e linee decise creano un contrasto dinamico, mentre la sovrapposizione di forme geometriche suggerisce movimento ed evoluzione. L’espressione intensa del volto invita l’osservatore a un viaggio interiore, tra realtà e rappresentazione, tra autenticità e costruzione.
Non è solo un semplice ritratto, ma una vera e propria messa in scena dell’Io, una maschera che oscilla tra spontaneità e artificio, tra verità e apparenza. Mauro Molinari ci interroga con un linguaggio visivo potente e incisivo, costringendoci a riflettere su cosa significhi davvero vedersi e, soprattutto, riconoscersi.