Mauro Molinari

Mauro Molinari
Roma 31 maggio 1942
Via Paolina 25
00049 Velletri (RM) ITALIA
069634072 – 3286947561
http://www.mauromolinari.it
arte@mauromolinari.it
http://www.caldarelli.it/molinari.htm
La sua lunga ricerca artistica è contrassegnata da cicli diversi: pittura scritta, libri d’artista (Rencontres Internationales di Marsiglia dal 2000 al 2014 ecc.), design tessile
(Rassegne Internazionali Miniartextil di Como ecc.). Nel 1995 nasce la collana di
Orditi & Trame di cataloghi editi in proprio.
Nell’ultimo ventennio si dedica al racconto della città e della sua caotica umanità.
Ha esposto in più di 1300 mostre personali e collettive in gallerie e musei (tra gli altri:
Museo Didattico della Seta di Como, Museo dell’Infiorata di Genzano, Museo S. Maria
di Cerrate di Lecce, Musèe de l’Impression sur Etoffes di Mulhouse, Spazio Mantero di
Como, Salons de l’hotel de Ville di Montrouge, Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia,
Fondazione Venanzo Crocetti di Roma, Musèe de la Tapisserie di Tournai, Museo Carlo
Bilotti di Roma con una installazione permanente, Fondazione Pescarabruzzo, Museo
Jean Lurcat di Angers ecc.), in Italia e all’estero.
Si è avvalso della presentazione di noti critici d’arte. Sue opere sono state acquisite da
musei e collezioni pubbliche e private.

(Negli ultimi 20 anni Molinari)…guarda con intelligenza e capacità selettiva a tendenze
tra le più discusse e controverse – ma vitali – dello scenario estetico internazionale,
come la Street Art, il Bud Painting, il Neo Pop. In effetti le figure di Molinari popolano
stravolte ambientazioni urbane ed esibiscono lineamenti allucinati…Il procedimento
con cui il nostro artista tratta tali contestualizzazioni urbane si fa ancora più complesso,
in rese tridimensionali dotate di spessore e ombra propria…Ovviamente non c’è posto
in questo universo stravolto per rapporti di proporzione, di verosimiglianza, di coerenza
narrativa: una sorta di teatro dell’assurdo che però, a ben vedere, molto assume e molto
allude alla nostra periclitante vicenda quotidiana.

Roberto Persi Santorum

1__Presentazione dell’Artista Patafisico Roberto Persi Santorum

Roberto Persi Santorum ha trascorso i suoi anni giovanili in una libera e instancabile ricerca di tecniche grafiche e pittoriche. La sua sperimentazione ha spaziato attraverso una vasta gamma di stili e contenuti, con una spiccata propensione verso le molteplici forme dell’astrattismo. Questo percorso esplorativo, probabilmente, rappresentava un tentativo di liberarsi dal “fardello accademico” degli studi classici, che includevano l’Istituto d’Arte, il Magistero di Grafica e l’Accademia di Belle Arti.

La vera svolta nella carriera di Persi Santorum è stata l’incontro con la Patafisica, abbracciata come una filosofia profonda e rivoluzionaria. Questo approccio gli ha permesso di accettare il suo stile pittorico e sintattico come una firma autentica dell’anima, piuttosto che come una deviazione patologica. La Patafisica è diventata per lui un rifugio concettuale, dove le sue creazioni trovano significato e libertà.

Negli ultimi vent’anni, il suo lavoro si è sviluppato seguendo un unico dogma imprescindibile: l’uso di supporti in tela e colori ad olio o alchidici, con occasionali incursioni nella grafica su supporti cartacei, utilizzando tecniche varie e spesso combinate. La sua produzione oscilla tra audaci policromie, talvolta improbabili, e monocromi austeri e incisivi, mantenendo sempre una straordinaria coerenza espressiva.

Persi Santorum rifiuta di essere catalogato in una corrente artistica preesistente. Dopo lunghe riflessioni e confronti con l’architetto Claudia Mantelli – che ha avuto un ruolo cruciale nel riscoprirlo e farlo uscire dalla volontaria reclusione nella “soffitta” della sua creatività – è arrivato a un compromesso definendosi “Postsurrealista Onirico”. È in questo spazio mentale che l’artista riesce a dialogare con i suoi punti di riferimento pittorici: Paolo Uccello, Tiziano, Mirò, Magritte, Pollock, Matisse e altri grandi maestri, che popolano la sua personale pinacoteca immaginaria. Non è una questione di stile, ma di pensiero: uno sguardo audace e consapevole che individua, con sicura determinazione, le connessioni profonde tra la propria visione artistica e quella dei suoi predecessori.

Frasi celebri di Roberto Persi Santorum:

“Non tutti i quadri riescono col buco.”

“Non sono pigro, ho solo brevi pause di riflessione.”

In sintesi, Roberto Persi Santorum ritiene di aver trovato un percorso artistico personale e riconoscibile, anche se ammette che spesso non riesce a fornire spiegazioni razionali per le sue opere. Ma questa, in fondo, è la Patafisica: l’arte di accettare e celebrare le soluzioni immaginarie.

Persi Santorum è orgoglioso di essere membro attivo del “Simposio Permanente Ventilati Patafisici Benacensi”, fondato negli anni Novanta dal grande Enrico Baj. Inoltre, esprime profonda gratitudine verso l’architetto Claudia Mantelli, che lo ha spronato a uscire dalla sua prolungata “pausa di riflessione” e lo ha coinvolto in mostre ed eventi artistici. Un pensiero di riconoscenza è infine rivolto al capostipite Alfred Jarry, che con il suo Ubu Roi ha dato inizio alla straordinaria avventura delle “Soluzioni Immaginarie”.

Claudia Mantelli